Negli ultimi anni il fumetto svizzero ha dimostrato una vitalità crescente, capace di tenere insieme ricerca personale, sperimentazione formale e apertura internazionale. È in questo contesto che si inserisce la presenza dell’autrice svizzera a InnovaComix, invitata fuori concorso e protagonista di una mostra personale a Lugano, realizzata in seguito al conseguimento del Cigno d’Oro per il Miglior Fumetto Svizzero ricevuto nella scorsa edizione del Festival. Un riconoscimento che ha portato naturalmente a dedicare uno spazio espositivo al suo lavoro, offrendo al pubblico la possibilità di attraversarne l’immaginario in modo più ampio e stratificato. «La Svizzera è chiaramente un terreno fertile per la creazione di fumetti», racconta. «La diversità linguistica porta influenze da più tradizioni, e questo rende la scena molto interessante». Francese, tedesco e italiano convivono e si contaminano, contribuendo a creare un ambiente creativo aperto, in cui gli autori si conoscono e dialogano. «È un ambiente molto unito, caloroso e benevolo», aggiunge, «anche grazie a realtà come la Swiss Comics Artists Association, che mette in rete autori e autrici».
Raccontare il corpo
All’interno di questa scena si colloca Fleurs intestinales, un’opera autobiografica che attraversa circa dieci anni di vita dell’autrice, segnati dalla convivenza con il morbo di Crohn e, dal 2020, con la spondilite anchilosante. «È un’autobiografia», spiega, «in cui racconto il mio percorso con la malattia e il modo in cui ha influenzato la mia vita». Un libro nato anche da una sospensione forzata del lavoro: «non ho potuto disegnare per diversi mesi, e questo mi ha portata a riflettere molto. Le immagini si sono accumulate e, quando ho potuto ricominciare, è uscito tutto». Per l’autrice, il fumetto è uno strumento particolarmente adatto ad affrontare temi complessi. «È un medium molto efficace», afferma, «perché posso mettere in immagini i miei sentimenti e metterli in scena sulla pagina, così che possano essere compresi». Il processo creativo non è lineare: «ci sono state molte sperimentazioni che, messe una accanto all’altra, hanno finito per costruire la storia». La sfida più grande è stata scavare in profondità: «andando a cercare cose che avevo sepolto, ho dovuto rimettere in discussione il progetto molte volte», racconta l’artista. Il disegno segue una logica intuitiva: «io penso in immagini, non in parole», continua Vamille. Le idee vengono fissate rapidamente su carta, in piccolo formato. «Se l’immagine funziona, diventa la base per il lavoro finale». La rifinitura avviene poi in digitale, su iPad, mantenendo però la vitalità del segno iniziale.
La mostra a Lugano: Sakana Kid
La mostra personale a Lugano, nata in seguito al premio ricevuto a InnovaComix, permette di esplorare un altro versante del suo lavoro. «Nell’esposizione entrerete nell’universo di Sakana Kid», anticipa, «un personaggio metà pesce e metà bambino». Creato durante una residenza artistica di tre mesi a Tokyo, Sakana Kid è al centro di un progetto che racconta il processo di creazione del manga L’histoire de Sakana Kid, sviluppato tra Giappone e Svizzera. Disegni, studi e materiali preparatori accompagnano il visitatore all’interno di un immaginario che dialoga con il percorso più autobiografico dell’autrice, ampliandone i confini.
La sua presenza a InnovaComix, oggi, non è dunque solo una conferma del riconoscimento ottenuto, ma anche un’occasione per mettere in luce una scena nazionale «connessa, viva e generosa». Un fumetto svizzero che continua a crescere, sostenuto da una rete solida e da autrici capaci di trasformare l’esperienza individuale in linguaggio condiviso.

