«Il chimico di quartiere»: è questo lo pseudonimo con cui Dario Bressanini è conosciuto sul web. Chimico e docente presso il Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria di Como, negli ultimi anni ha acquisito grande notorietà online grazie alla sua attività di divulgazione scientifica. Un epiteto eloquente, che riflette bene la sua formula vincente: spiegare in modo semplice ma rigoroso concetti chimici legati alla vita quotidiana, in particolare all’alimentazione. Da qualche anno, però, Bressanini ha dato spazio anche a una seconda grande passione. «Nella mia taverna ho una collezione di almeno diecimila fumetti», racconta. Doctor Newtron – La scienza nel fumetto, pubblicato nel 2023 da Feltrinelli, segna il suo debutto nel mondo della narrativa disegnata. Un’opera che lo stesso autore definisce «un prodotto editoriale fuori dagli schemi», perché affianca sezioni di saggistica a vere e proprie storie a fumetti, dando vita a un meta-fumetto – così potremmo dire – che ripercorre la rappresentazione degli scienziati nella storia dell’editoria fumettistica.
Un eroe che attraversa la storia della scienza
Fin dal suo esordio, Doctor Newtron diventa lo strumento con cui Bressanini unisce le sue due passioni, la scienza e il fumetto. «Nel secondo volume, Il club del Doctor Newtron – in concorso alla seconda edizione di InnovaComix – ho usato il personaggio per affrontare episodi specifici della storia della scienza e della tecnologia», spiega l’autore. La struttura resta mista: alla parte saggistica si affiancano fumetti veri e propri, ambientati tra eventi reali come l’epidemia di poliomielite nella San Francisco del 1954, il programma spaziale legato a Wernher von Braun o i primi voli di Yuri Gagarin. Il terzo volume, Le nuove avventure del Doctor Newtron, premiato a InnovaComix 2026, rinuncia invece alla saggistica per diventare un’opera interamente a fumetti, costruita come un «mosaico di voci» e sempre ancorata a eventi storici reali, dal disastro di Bhopal alla figura di Werner Heisenberg. Doctor Newtron rimane così il filo conduttore di un racconto che attraversa decenni di storia scientifica e tecnologica.
La volgarizzazione della scienza
«Sarebbe improprio dire che con questi fumetti faccio divulgazione scientifica», chiarisce Bressanini. «Me ne occupo da anni, nei miei libri e sulle piattaforme social, ma Doctor Newtron non è un progetto di divulgazione in senso stretto». Sebbene il personaggio sia costellato di riferimenti al mondo scientifico, l’obiettivo non è quello di fornire spiegazioni dettagliate o didascaliche. «Sono molto consapevole che un fumetto pensato per spiegare, per esempio, il funzionamento del DNA rischierebbe di diventare noioso», osserva. Ogni medium ha infatti i propri codici, e il fumetto richiede prima di tutto una storia: «nei fumetti voglio leggere delle storie, e non sempre dietro ai grandi eventi scientifici si nascondono vicende umane interessanti e adatte a essere raccontate in forma narrativa». Le avventure di Doctor Newtron sono dunque storie di avventure a tutti gli effetti, che si innestano su eventi reali senza trasformarsi in lezioni. Chi non è interessato alla scienza può godersi il racconto; chi invece resta incuriosito può approfondire attraverso i saggi di accompagnamento o altre fonti. In questo senso, il fumetto conferma ancora una volta la sua natura versatile e poliedrica: uno spazio espressivo che consente agli autori di intrecciare la narrazione con i temi a loro più cari – come per Bressanini la scienza – esponendo il pubblico a una molteplicità di mondi, spunti e domande.

