La magnifica illusione è un titolo che potrebbe suonare familiare. Evocativo, parla a tutti senza rimandare a qualcosa di immediatamente definito: richiama il cinema classico, allude a un mondo fatto di promesse collettive, di grandi speranze e di storie di riscatto personale. «Volevo un titolo che ricordasse quelli dei classici film del cinema americano, così ho unito I magnifici Ambersons e La grande illusione», racconta Alessandro Tota, autore del volume pubblicato da Coconino press e in concorso per i Cygnes d’Or in questa seconda edizione di InnovaComix. La storia si apre a New York, tra grattacieli luccicanti e sogni troppo grandi per restare confinati nelle praterie del Kansas. È nella grande mela, infatti, che arriva Roberta Miller, fuggita dalla provincia durante la Grande Depressione per inseguire il suo sogno: diventare una scrittrice. Attorno a lei prende forma un mondo in fermento, quello della nascente industria del fumetto americano, nel momento in cui sta per entrare nella sua Golden Age. «È la storia della nascita dell’industria del comic book raccontata attraverso l’amicizia tra un uomo e una donna – spiega Tota – un legame che attraversa vent’anni di storia degli Stati Uniti e permette di vedere il Paese cambiare». Le trasformazioni sociali, politiche e culturali emergono così attraverso un ambiente preciso, quello dell’editoria, che progressivamente allarga il proprio raggio d’azione: dal fumetto all’editoria politica, fino a quella erotica che prenderà forma nel secondo volume.
L’idea di quest’opera è nata tra i banchi, ma non, come si suole dire, durante gli anni scolastici di Tota, bensì dalla sua esperienza come insegnante all’Accademia delle Belle Arti di Carrara. «Insegno storia dell’editoria e, raccontando ai miei studenti le vicende dei disegnatori americani degli anni Trenta, mi sono accorto dell’interesse che queste storie suscitavano», continua l’artista.
Il romanzo storico, in chiave fumettistica
Roberta e il suo compagno di avventure newyorkesi non sono però semplici personaggi: sono la fotografia di un’epoca. «Come nelle Fantastiche Avventure di Kavalier & Clay di Chabon», spiega Tota, «i miei personaggi non sono un uomo e una donna qualunque, ma incarnano il loro tempo: le loro evoluzioni personali procedono in concomitanza con l’evoluzione storica». In questa rilettura del romanzo storico in chiave fumettistica, La magnifica illusione intreccia piani diversi, restituendo un racconto stratificato che esplora ambizioni, fallimenti e opportunità di un’epoca. «Ho provato ad adottare i sistemi del romanzo storico per come sono stati interpretati dagli scrittori contemporanei, un esempio in questo senso erano Michael Chabon e Philip Roth, che li hanno declinati in una versione moderna, capace di parlare del Novecento», illustra l’autore.
«Il grande dimenticato della storia americana»
Il progetto di Tota si spinge però ancora oltre. Nel ricostruire l’ambiente degli anni Trenta del Novecento, l’autore dedica grande attenzione a quello che definisce «il grande dimenticato della storia americana»: il Partito Comunista e i movimenti sindacali. «Studiando a lungo gli Stati Uniti mi sono reso conto di quanto la nostra visione del percorso sociale americano sia semplificata», osserva Tota. «Pensiamo a una contrapposizione netta tra democratici e repubblicani, ma ignoriamo le lotte sociali portate avanti da lavoratori e movimenti esterni ai partiti, senza le quali molte delle conquiste sociali non esisterebbero». La passione per la storia diventa così uno degli elementi fondanti del lavoro di Tota, che ricostruisce il passato con attenzione e rigore, restituendone un’immagine complessa, lontana dagli stereotipi e profondamente attuale.

